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	<title>AGRISTELLA Pali per Vigneti Pali di Castagno Accessori frutteti e vigneti</title>
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	<description>AGRISTELLA produzione vendita Pali di Castagno, Tutori, accessori per frutteti e vigneti, materiali agricoli per la viticoltura.</description>
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	<title>AGRISTELLA Pali per Vigneti Pali di Castagno Accessori frutteti e vigneti</title>
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		<title>Viticoltura di precisione</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Nov 2018 15:40:01 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Tutto sulla VITE]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Dalla zonazione alla viticoltura di precisione, tecnologia e droni al servizio della qualità L’agricoltura di precisione, le zonazioni aziendali, le tecnologie gis e sapr sono le avanguardie della viticoltura e dell’agricoltura del futuro, che contribuiranno anche a creare una ‘credibilità’ della propria filiera e un posizionamento competitivo del sistema vitivinicolo sul mercato nazionale e internazionale. &#8230; <a href="https://www.agristella.com/viticoltura-di-precisione/" class="more-link">Continue reading <span class="screen-reader-text">Viticoltura di precisione</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2>Dalla zonazione alla viticoltura di precisione, tecnologia e droni al servizio della qualità</h2>
<h3>L’agricoltura di precisione, le zonazioni aziendali, le tecnologie gis e sapr sono le avanguardie della viticoltura e dell’agricoltura del futuro, che contribuiranno anche a creare una ‘credibilità’ della propria filiera e un posizionamento competitivo del sistema vitivinicolo sul mercato nazionale e internazionale.</h3>
<p>Da qualche anno a questa parte si discute sempre più spesso del bisogno di innovazione in agricoltura.</p>
<p>L’agricoltura di precisione sfrutta tutto ciò che più di recente è stato messo a disposizione dalla tecnologia informatica, elettronica e delle telecomunicazioni, quali ad esempio le tecnologie di guida assistita del trattore, satelliti, mezzi aerei a pilotaggio remoto (droni), sensori di prossimità da terra, tecnologie elettroniche per gestire le macchine operatrici.</p>
<p>In viticoltura in particolare l’utilizzo di droni e sensori da terra potrebbe essere una strategia vincente per migliorare la gestione agronomica del vigneto, abbattendo costi nei lavori di fertilizzazione e trattamenti fitosanitari con un ritorno sia in termini economici che di aumento della salubrità e qualità dei nostri vini e dell’ambiente circostante.</p>
<p>Con le tecnologie sapr (o con sensori di prossimità) si possono infatti costruire mappe di vigore che forniscono dati per interpretare l’indice di vigore del vigneto, per conoscere quindi meglio le nostre colture avendo poi una rispondenza in cantina durante la vinificazione.</p>
<p>Queste tecnologie utilizzano a tal fine specifiche fotocamere multi-spettrali il cui principio base è quello di riuscire a stabilire una corrispondenza tra la quantità e la qualità della energia riflessa o emessa e la natura o lo stato dei corpi, delle superfici, dai quali l’energia proviene.</p>
<p>La percentuale di energia radiante incidente che viene riflessa è determinata dalla struttura geometrica delle superfici, dalla composizione dei corpi e dall’eventuale presenza di pigmenti.</p>
<p>Le esperienze in campo hanno dato riscontri positivi come nel caso dell’azienda Berlucchi nel comprensorio del Franciacorta, tra i pionieri della viticoltura di precisione, o dell’Agricola San Felice.</p>
<p>In particolare sono stati calcolati risparmi per es. nei costi di fertilizzazione dell’ordine del 30%, così come dichiarato dall’agronomo delle cantine Berlucchi, dott. D. Cortinovis (fonte:agronotizie). L’agronomo ha anche precisato di aver sostituito i droni con i sensori di terra, in quanto i sapr volando a quote operative non molto elevate si riescono solo ad ottenere fotografie di diametro piuttosto limitato.</p>
<div class="articolo">
<p>La zonazione consiste in un metodo di ottimizzazione del rapporto tra vitigno ed ambiente e di adeguamento delle somministrazioni degli input energetici (acqua irrigua, concimi, antiparassitari…) ai reali fabbisogni delle piante (Scienza, 2013).</p>
<p>La zonazione analizza tutte le componenti dell’agroecosistema viticolo: quelle geopedologiche, topografiche, micro e mesoclimatiche, agronomiche individuando macrozone che esprimono la diversa vocazionalità vitivinicola.</p>
<p>La zonazione si intreccia intimamente proprio con l’agricoltura di precisione: spesso sono proprio le tecnologie di cui sopra fra ‘gli arnesi del mestiere’ principali del viticoltore e dell’esperto in agricoltura di precisione per i rilevamenti aerei e da terra e per l’elaborazione delle carte dei suoli.</p>
<p>Molti lavori di zonazione viticola sono stati effettuati però fino ad oggi solo in scala comprensoriale, poco o nulla in scala aziendale. E’ proprio nella zonazione aziendale però il vero salto di qualità poiché le indagini sono di maggior dettaglio, e si riescono a rilevare differenze anche all’interno di un ettaro di vigna o di una singola parcella. Di modo che anche in piccole scale si riescano a differenziare portainnesti, tecniche di lavorazione, concimazioni, irrigazione, sistemazioni del suolo…</p>
<p>L’agricoltura di precisione, le zonazioni aziendali, le tecnologie gis e sapr sono le avanguardie della viticoltura e dell’agricoltura del futuro, che contribuiranno anche a creare una ‘credibilità’ della propria filiera e un posizionamento competitivo del sistema vitivinicolo sul mercato nazionale e internazionale.</p>
<p>Raccogliamo pertanto l’auspicio, le speranze, la volontà del Mipaaf e dei suoi gruppi di lavoro che vorrebbero incrementare di 10 volte (dall’1% al 10% della superficie agricola) entro il 2021 l’impiego di mezzi e tecnologie dell’agricoltura di precisione.</p>
</div>
<p class="dati-articolo"><span class="autore">di <strong>Emiliano Racca</strong></span><br />
<span class="rubrica">pubblicato il <strong>20 ottobre 2017</strong> in <strong>Strettamente Tecnico &gt; Mondo Enoico</strong></span></p>
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		<title>Vendemmia, la tecnologia che aiuta a centrare gli obiettivi</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Nov 2018 13:49:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Articolo tratto da: https://novagricoltura.edagricole.it/viticoltura-ed-enologia/vendemmia/ Con le mappe di vigore è possibile conoscere nel dettaglio le caratteristiche delle uve e in base a queste stabilire come eseguire la vendemmia tenendo conto del tipo di vino che si vuole ottenere. Una piattaforma aiuta i viticoltori a raccogliere i grappoli in maniera &#8220;precisa&#8221; Una vendemmia parcellizzata, &#8220;di precisione&#8221;, per &#8230; <a href="https://www.agristella.com/vendemmia-la-tecnologia-che-aiuta-a-centrare-gli-obiettivi/" class="more-link">Continue reading <span class="screen-reader-text">Vendemmia, la tecnologia che aiuta a centrare gli obiettivi</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div><strong>Articolo tratto da</strong>: https://novagricoltura.edagricole.it/viticoltura-ed-enologia/vendemmia/</div>
<div></div>
<div class="td-post-sub-title">Con le mappe di vigore è possibile conoscere nel dettaglio le caratteristiche delle uve e in base a queste stabilire come eseguire la vendemmia tenendo conto del tipo di vino che si vuole ottenere. Una piattaforma aiuta i viticoltori a raccogliere i grappoli in maniera &#8220;precisa&#8221;</div>
<p>Una vendemmia parcellizzata, &#8220;di precisione&#8221;, per ottenere esattamente quello che si vuole dalla vinificazione delle uve. Come? Grazie alle <strong>mappe di vigore</strong>, realizzate tramite sensori che rilevano il vigore vegetativo e in base ai dati raccolti comunicano con le macchine che lavorano in campo. Questo sarà il tema di uno dei laboratori che si svolgeranno durante <strong>Nova Agricoltura in Vigneto</strong><strong> giovedì 7 giugno </strong>tra i filari dell&#8217;azienda Umani Ronchi a Osimo (AN). <strong>Stefano Saderi</strong> e <strong>Fabrizio Minute</strong> dello studio <strong>Giotto Consulting</strong> illustreranno ai partecipanti le potenzialità del progetto <strong>GreenEye</strong>, da loro ideato in collaborazione con l’Università di Padova e con il gruppo di imprese Team (Tecnologie Evolute per l’Agricoltura Meccanizzata).</p>
<h3>Vendemmia tarata sulla variabilità</h3>
<p>A seconda degli obiettivi enologici, <strong>la variabilità intrinseca dell’espressione vegetativa di ciascun vigneto assume significati diversi</strong>. Se per la produzione di grandi vini rossi, strutturati e longevi, si cerca un&#8217;approfondita conoscenza e valorizzazione di determinate micro-territorialità, nel caso di produzioni destinate a base spumante o in ambiti caratterizzati da più elevati livelli produttivi, tale variabilità può rappresentare un limite al perseguimento di determinati obiettivi quali-quantitativi. È risaputo che gli eccessi di vigore rappresentano un ostacolo alla produzione, sia per la qualità delle uve prodotte sia per le problematiche di tipo sanitario a cui spesso sono correlati.</p>
<h3>Come funziona GreenEye</h3>
<p>Il progetto GreenEye si pone come obiettivo uno studio approfondito degli effetti della variabilità dell’espressione vegetativa del vigneto sulle caratteristiche qualitative delle uve e dei vini al fine di fornire alle aziende un utile strumento su cui basare un percorso di crescita qualitativa che coinvolga in primis la gestione del vigneto. Infatti, la vigoria, essendo una variabile parzialmente modulabile e influenzabile dalla gestione agronomica, rappresenta uno strumento qualitativo molto potente.<br />
A partire dalle mappe i vigneti vengono suddivisi in classi di vigore e all’interno delle aree di massimo e minimo vengono effettuati rilievi di tipo qualitativo e quantitativo sulla parete vegetativa e sulle uve prodotte. Vengono monitorate, inoltre, la fenologia del grappolo durante la maturazione, l’evoluzione del peso medio dell’acino e le cinetiche di maturazione.</p>
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		<title>Viticoltura ed innovazione</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Nov 2018 11:50:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>A CAUSA DEL RISCALDAMENTO GLOBALE E DELLA CONSEGUENTE SICCITÀ LE VIGNE POTREBBERO PRODURRE DI MENO: ECCO COME L&#8217;INNOVAZIONE IN VITICOLTURA LE PUÒ SOSTENERE. L’agricoltura 4.0 sta spingendo in alto l’asticella della tecnologia associata alle colture. Diventa fondamentale ricorrere a questo tipo di soluzioni per via dei lunghi e ricorrenti periodi di siccità che si stanno verificando negli ultimi &#8230; <a href="https://www.agristella.com/viticoltura-ed-innovazione/" class="more-link">Continue reading <span class="screen-reader-text">Viticoltura ed innovazione</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h3 class="excerpt">A CAUSA DEL RISCALDAMENTO GLOBALE E DELLA CONSEGUENTE SICCITÀ LE VIGNE POTREBBERO PRODURRE DI MENO: ECCO COME L&#8217;INNOVAZIONE IN VITICOLTURA LE PUÒ SOSTENERE.</h3>
<p><strong>L’agricoltura 4.0</strong> sta spingendo in alto l’asticella della tecnologia associata alle colture. Diventa fondamentale ricorrere a questo tipo di soluzioni per via dei <strong>lunghi e ricorrenti periodi di siccità</strong> che si stanno verificando negli ultimi anni.  <strong>Grazie alla tecnologia è possibile intervenire sulle coltivazioni anche quando la temperatura esterna non lo permette all’uomo</strong>. Inoltre, i nuovi strumenti utilizzati in agricoltura offrono funzioni molto utili e interessanti, in primis la <strong>raccolta di dati sulle piante attraverso appositi sensori e l’elaborazione di tali informazioni con lo scopo di programmare degli interventi mirati</strong>. Come per gli altri settori agricoli, l’innovazione in viticoltura sta prendendo piede anche in Europa, finora rimasta un po’ indietro.</p>
<h2>Lo stato avanzato della tecnologia oltreoceano</h2>
<p>Abbiamo parlato spesso di agtech, cioè di tecnologia associata all’agricoltura. Quasi sempre tali brillanti idee arrivano da oltreoceano come nel caso di <strong>Pulsepod</strong> o <strong>Vinobot</strong>. L’agricoltura di precisione è particolarmente utilizzata e sviluppata negli Stati Uniti, dove, <strong>in seno alle principali università del paese, è grande il lavoro di ricerca legato a tali tecnologie</strong>. E così, nei vigneti californiani si fa ampio ricorso a droni e macchine automatizzate che si muovono fra i filari, controllando lo stato di salute delle piante.</p>
<h2>Vinbot: nasce in Europa un’interessante innovazione in viticoltura</h2>
<p>Sopra i vigneti europei, a parte qualche rara eccezione, è difficile vedere volare droni dotati di fotocamere e sensori. Così come macchine all’avanguardia fra i filari. <strong>Ma a causa del riscaldamento globale e dei prolungati periodi di siccità che si stanno verificando, la situazione potrebbe cambiare</strong> e ricorrere alla tecnologia potrebbe rappresentare l’unico modo per competere negli scenari internazionali. Infatti, nel comune portoghese di <strong>Tomar</strong>, zona rinomata per i propri vini, <strong>gli scienziati dell’Università di Lisbona stanno testando un nuovo robot</strong>, progettato per incrementare la produttività delle aziende vinicole, chiamato <strong>Vinbot</strong>.</p>
<h2>Come funziona Vinbot?</h2>
<p>Il robot di cui parliamo oggi è, in buona sostanza, <strong>una struttura su 4 ruote con un piccolo notebook integrato all’interno ed un’asta con una videocamera per controllare lo stato delle piante</strong>. Vinobot può muoversi fra i filari in autonomia, grazie al modulo gps di cui è dotato oppure essere radiocomandato. Grazie alle grandi ruote dentate <strong>può affrontare qualsiasi tipo di percorso, anche con pendenze fino a 45 gradi</strong>, particolarmente diffuse nei vigneti. La videocamera di Vinbot ha lo scopo di <strong>scattare foto alle piante, alle foglie e ai grappoli</strong>. Sulla base del loro stato di salute, il robot può <strong>effettuare delle previsioni sul raccolto futuro</strong>. Le immagini catturate da Vinobot vengono poi inviate ad un server cloud e scaricate. A questo punto<strong>, i dati raccolti vengono processati ed elaborati attraverso un apposito algoritmo per sviluppare mappe che mostrino le differenze fra aree più o meno produttive.</strong></p>
<h2>I test sul campo e i benefici per i viticoltori</h2>
<p>Gli scienziati hanno messo appunto questa innovazione in viticoltura lavorando fianco a fianco con le aziende vinicole, fra cui la cantina del <strong>famoso enologo Pedro Sereno in Portogallo</strong>. Il lavoro svolto insieme ha dimostrato che le previsioni di Vinobot sono molto attendibili dato che <strong>il margine di errore è contenuto fra il 10 ed il 15%</strong>. Lo stesso Pedro Sereno ha riconosciuto l’utilità di una macchina del genere parlandone così: “Le nostre vigne sono molto eterogenee. Sono piene di saliscendi, con zone poste a diverse altitudini e la cui produttività cambia in base a questo fattore. <strong>Le informazioni offerte dal robot mi permettono di identificare questi diversi terreni e progettare di conseguenza degli interventi appositamente pensati su di essi</strong>“.</p>
<p><strong>Articolo tratto da</strong>: http://www.green.it/innovazione-in-viticoltura/</p>
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		<title>Vigneti e Territori</title>
		<link>https://www.agristella.com/vigneti-e-territori/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Nov 2018 11:21:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[@admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutto sulla VITE]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Articolo tratto da: http://lorenzocorino.com/2015/12/vitigni-e-territori/ Fin dall’antichità, l’apprezzamento dell’origine dei prodotti agricoli, ha costituito un valore importante e necessario. Il vino con i suoi vitigni è certamente quello che ha saputo mantenere di più questi legami storici con gli ambienti di coltivazione, riuscendo ad incrementare ancora di più queste valenze agro-economiche. Diverse regioni europee costituiscono l’esempio vivente &#8230; <a href="https://www.agristella.com/vigneti-e-territori/" class="more-link">Continue reading <span class="screen-reader-text">Vigneti e Territori</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo tratto da</strong>: http://lorenzocorino.com/2015/12/vitigni-e-territori/</p>
<p>Fin dall’antichità, l’apprezzamento dell’origine dei prodotti agricoli, ha costituito un valore importante e necessario. Il vino con i suoi vitigni è<br />
certamente quello che ha saputo mantenere di più questi legami storici con gli ambienti di coltivazione, riuscendo ad incrementare ancora di più queste valenze agro-economiche. Diverse regioni europee costituiscono l’esempio vivente di queste preziose realizzazioni colturali e culturali che hanno saputo trarre il massimo beneficio nel coniugare la storicità dei loro vitigni con il saper fare nei territori di coltivazione.</p>
<p>L’Italia costituisce uno degli esempi più antichi di coltivazione dell’uva e di ‘denominazioni’ di luoghi di coltivazione come ad esempio il nome Vinum Falernum ne è la dimostrazione più importante: ““i veri intenditori di Falerno erano in grado di distinguerne ben tre varietà: la più rinomata era il Faustianum, prodotto sulla media collina corrispondente agli attuali territori collinari del comune di Falciano del Massico e Casanova di Carinola; quello di alta collina, il Caucinum nel territorio corrispondente alla collina di Casale di Carinola; mentre il vino di pianura aveva l’appellativo generico di Falerno (Plin., N.H., XIV 6)””.</p>
<p>Nei secoli successivi si assiste a cambiamenti epocali duranti i quali soprattutto le signorie e i religiosi riescono a conservare e consolidare la relazione tra vitigni e ambienti: si ricordano Tokaji (la ‘prima’ denominazione di territorio), Bourgogne, Bordeaux, quali riferimenti fondamentali per la conoscenza e l’economia del vino.</p>
<p>In Italia, storia antica ma sviluppo recente dell’economia del vino, si assiste nel tempo ad una spiccata regionalizzazione, si utilizza un vasto patrimonio di vitigni e con varia gradualità, si costituiscono denominazioni dell’origine dei vini.</p>
<p>Ma l’aspetto più evidente ed un poco paradossale, è aver assistito all’introduzione di vitigni che hanno fatto la storia di altri territori, soprattutto francesi, e dei quali si è incoraggiata la coltivazione un poco ovunque. Invece di impegnarsi con le centinaia di vitigni anticamente coltivati, si è preferito diventare ‘servitori’ di altre enologie, di altri gusti, di altre culture. Nella convinzione che l’argomento sia importante, non ho dubbi nell’affermare che, coltivare vitigni non italici, sia anche una grave perdita di valori, non solo economici. La più consolidata e matura Francia ci dimostra l’importanza strategica ed assoluta del patrimonio “vitigni francesi” che hanno nel tempo anche colonizzato differenti regioni mondiali, con la non trascurabile conseguenza di una generalizzata uniformità dei gusti che vengono proposti sul mercato, e verso i quali il consumatore vorrebbe affrancarsi.</p>
<p>Ritengo che sia maturato il tempo per rivalutare la nostra piattaforma ampelografica, apprezzarne la sua variabilità, originalità e potenzialità; molti hanno già capito che il vitigno italico costituisce la vera forza del nostro vino, della sua economia e di quella dei suoi territori di coltivazione. Pensiamo alle grandi popolazioni di Aglianici, Barbera, Cannonau, Corvine, Garganeghe, Lambruschi, Malvasie, Montepulciani, Moscati, Nebbioli, Neri d’Avola, Refoschi, Sangiovesi,Trebbiani, Vermentini e la miriade di vitigni ‘minori’ solo per estensione colturale ma non certo per autentica risorsa.</p>
<p>Un patrimonio culturale che forse solo l’Italia può vantare, grazie alla sua storia regionale cosi importante e radicata: anche per questo occorre ripensare ai valori storicamente vicini a noi. Infatti, l’Italia esprime una variabilità ambientale e climatica eccezionale che nessun altro luogo al mondo può vantare. Possiamo passare dai luoghi alpini più al limite della possibilità colturale della vigna, fino alle zone meridionali e marine che consentono la coltivazione di vitigni tra i più tardivi e complessi al mondo.</p>
<p>Tra questi due estremi esistono, sempre a latitudini diverse, ambienti collinari, areali variamente pianeggianti, costieri con affacci su diversi mari, dall’Adriatico, allo Jonio, al Tirreno, oltre che originalissime realtà insulari.</p>
<p>Con questa situazione, bisogna tuttavia constatare come una parte della nostra viticoltura sia collocata anche fuori posto. Situazioni con vitigni a maturazioni “sbagliate”, come l’eccessiva precocità si affiancano ad altre che non consentono la normale e regolare maturazione che ogni varietà di uva Nero, Sauvignon), che giungono in periodo ancora estivo e che vengono anche enfatizzate da una comunicazione inopportuna. E poi grandi vitigni come i Sangiovesi che sono coltivati un poco ovunque, mentre è ben conosciuta la loro vocazione collinare e di ambienti poveri come dotazione di terreni. Questi piccoli esempi ci conducono a riflettere sulla necessità di interventi agronomici e soprattutto fitoiatrici impegnativi ma proprio a motivo di collocazione spaziale dei vigneti inadeguata. Inoltre si rendono necessari degli interventi in cantina al fine di correggere, modificare, integrare, quanto non siamo stati capaci di conseguire nel vigneto.</p>
<p>Non posso non fare accenno al lavoro della genetica molecolare che promette risultati straordinari a cominciare dal rapporto con le patologie spingendo qualche sprovveduto a pensare a ‘biologie senza malattie’. La bellezza del creato, anche nei vitigni, ci deve ricondurre a ripensare ogni nostra azione nell’opportunità di una sua valorizzazione a lungo termine. Non da ultimo giova ricordare come non pochi produttori lamentano dei possibili cambiamenti climatici attraverso la ‘lettura’ nei vini: ritengo sarebbe opportuno essere più prudenti e saper ancora meglio interpretare il proprio territorio e considerare quanto abbiamo fatto di recente per modificarlo talvolta anche tanto.</p>
<p>Sono convinto che la nostra storia del vino non mancherà di continuare nella sua disordinata corsa verso un profitto immediato, investimenti verso speculazioni e non nel valorizzare i patrimoni; ma sono altrettanto convinto che ci siano le condizioni affinché sempre più consumatori alla ricerca di autenticità e produttori lungimiranti potranno incontrarsi per scrivere nuove pagine del vino e della viticoltura italiana con più solidità, originalità e in ultima analisi, più futuro.</p>
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		<title>LA VITE EUROPEA</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Nov 2018 09:41:14 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Tutto sulla VITE]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>LA VITE COMUNE O VITE EUROASIATICA (VITIS VINIFERA L., 1753) è un arbusto rampicante della famiglia Vitaceae. È la vite sensu lato coltivata di maggior diffusione, attualmente presente in tutti i continenti ad eccezione dell’Antartide. In Europa è coltivata nelle regioni centrali e meridionali; in Asia nelle regioni occidentali (Anatolia, Caucaso, Medio Oriente) e in Cina; &#8230; <a href="https://www.agristella.com/la-vite-europea/" class="more-link">Continue reading <span class="screen-reader-text">LA VITE EUROPEA</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h5 class="blacktext extrabold midbottommargin">LA VITE COMUNE O VITE EUROASIATICA (VITIS VINIFERA L., 1753)</h5>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-5895" src="https://www.agristella.com/wp-content/uploads/2018/11/vite-italiana-europea.jpg" alt="" width="800" height="600" /></p>
<p class="three columns alpha"><strong>è un arbusto rampicante della famiglia Vitaceae.</strong> È la vite sensu lato coltivata di maggior diffusione, attualmente presente in tutti i continenti ad eccezione dell’Antartide. In Europa è coltivata nelle regioni centrali e meridionali; in Asia nelle regioni occidentali (Anatolia, Caucaso, Medio Oriente) e in Cina; in Africa nelle regioni settentrionali e in Sudafrica; in Nordamerica in California, Messico e alcune aree circoscritte (Nuovo Messico, Stato di New York, Columbia Britannica); in Sudamerica in Cile, Argentina, Uruguay e Brasile; in Oceania in Australia e Nuova Zelanda.</p>
<p class="three columns"><strong>In Europa l’area viticola è delimitata a nord</strong> da un confine ideale che, partendo dalle foci della Loira, raggiunge la Mosella per scendere a Coblenza fino a Bonn, per poi spostarsi verso Berlino, in Ungheria, nella Moldavia, comprendendo tutta la parte meridionale dell’ex Unione Sovietica. Inoltre tutta la Francia, gran parte della Spagna, Portogallo, Grecia ed Italia. Antiche le coltivazioni in Medio Oriente, più recenti Africa ed Asia. In America interessa gran parte della California del Nord e varie zone dell’Argentina, Messico e Cile. Si coltiva infine nell’Australia meridionale e nella Nuova Zelanda; quindi in tutti i continenti esclusi i due Poli.</p>
<p class="three columns"><strong>La vite è una pianta arborea rampicante</strong> che per crescere si attacca a dei sostegni (tutori) mediante i viticci; se la pianta non viene potata può raggiungere larghezze ed altezze notevoli attaccandosi agli alberi, su pareti rocciose, o coprendo il suolo. È dotata di un apparato radicale molto sviluppato, che può superare anche i 10 metri di lunghezza. Ha un fusto anche di lunghezza notevole da cui e si dipartono numerosi rami, detti tralci. Le foglie, dette pampini, palminervie, alterne, sono semplici e costituite da cinque lobi principali più o meno profondi, su una forma di base a cuore. Le foglie sono un carattere diagnostico molto importante per il riconoscimento dei vitigni delle varie specie, e all’interno della vite coltivata europea (Vitis vinifera sativa). Infiorescenza, che produrrà il grappolo Foglia di una vite I frutti sono delle bacche (acini) di forma e colore variabile: gialli, viola o bluastri, raggruppati in grappoli. Presentano un esocarpo spesso pruinoso (buccia), un mesocarpo con cellule piene di succo da cui si ricava il mosto (polpa) ed un endocarpo formato da uno strato di cellule che delimita le logge contenenti i semi (vinaccioli)..</p>
<p class="three columns"><strong>I terreni possono essere di varia tessitura (da argillosa a sabbiosa).</strong>Le varie specie di vite si adattano a diversissimi tipi di terreno, la specie V. vinifera ha una forte tolleranza a suoli calcarei a clima secco, e suoli aridi e drenati. Le altre specie hanno diverse esigenze di terreno e clima; spesso le americane preferiscono suolo acido o neutro, in qualche caso anche con buona tolleranza al calcare, a volte con ottima resistenza a suolo e clima umido. Per la Vitis vinifera la pratica dell’innesto su ibridi di selvatico americano rende comunque possibile la coltivazione su terreni a diversa condizione di pH.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>le info (fonte wikipedia.org).</p>
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		<title>CONCIMAZIONE VIGNETO</title>
		<link>https://www.agristella.com/concimazione-vigneto/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Nov 2018 09:15:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[@admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutto sulla VITE]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La concimazione del vigneto non è pratica semplice, soprattutto perché i viticoltori richiedono sempre più di ottenere produzioni di elevata qualità. I PROBLEMI NUTRIZIONALI DEL VIGNETO: I principali problemi nutrizionali del vigneto dipendono dai seguenti elementi: Azoto. Per la modalità di apporto, la disponibilità di questo elemento risulta sempre elevata in certi momenti e scarsa &#8230; <a href="https://www.agristella.com/concimazione-vigneto/" class="more-link">Continue reading <span class="screen-reader-text">CONCIMAZIONE VIGNETO</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="four columns alpha centered midtopmargin">
<p class="center meta"><strong>La concimazione del vigneto non è pratica semplice, soprattutto perché i viticoltori richiedono sempre più di ottenere produzioni di elevata qualità.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-5879" src="https://www.agristella.com/wp-content/uploads/2018/11/concimi-vigneti-concimazione-nutrizione.jpg" alt="" width="450" height="299" /></p>
</div>
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<p class="twelve columns alpha"><strong>I PROBLEMI NUTRIZIONALI DEL VIGNETO:</strong><br />
I principali problemi nutrizionali del vigneto dipendono dai seguenti elementi: Azoto. Per la modalità di apporto, la disponibilità di questo elemento risulta sempre elevata in certi momenti e scarsa in altri; Fosforo. È un componente particolarmente critico nei vigneti, soprattutto dove si hanno terreni con poca sostanza organica, elevato calcare oppure pH elevato; Potassio. Anche nei suoli argillosi, ricchi di potassio, la concimazione è utile soprattutto a causa della presenza di altre sostanze (es. magnesio) che ne ostacolano l’assorbimento radicale; Ferro. La carenza di ferro porta bassa produttività e basso livello qualitativo. La corretta nutrizione delle piante, influisce positivamente su fattori diversi tra cui la produttività, il grado zuccherino, il colore e l’acidità dei mosti e consente di prevenire problemi come l’acinellatura e il disseccamento del rachide. L’attuale normativa sui fertilizzanti appare piuttosto complessa, sia per gli addetti al settore sia per gli agricoltori. In primo luogo ricordiamo che la categoria FERTILIZZANTI comprende tutte le altre categorie, fra le quali, alcune particolarmente interessanti per la coltivazione del vigneto. Distinguiamo innanzitutto 2 macroaree: concimi e ammendanti.<br />
<strong>CONCIMI</strong><br />
Concimi minerali noti anche come concimi chimici. (urea, scorie Thomas, fosfato biammonico, concimi minerali composti NPK). Concimi organici azotati e NP suddivisi ulteriormente in concimi a base di azoto organico ossia a base di proteine e amminoacidi (farine di carne, sangue secco) e concimi a base di sostanza organica del tipo acidi umici e fulvici (letame).<br />
Concimi organo-minerali ottenuti dall’unione di concimi organici e concimi minerali.<br />
Concimi a base di elementi secondari come calcio, magnesio e zolfo, di cui esistono formulati adatti alla concimazione radicale e alla concimazione fogliare.<br />
Concimi a base di microelementi quali ferro, manganese, zinco, boro, ecc. anch’essi in formulati adatti alla concimazione radicale e alla concimazione fogliare.<br />
Concimi liquidi sono prodotti organici o minerali idonei per l’impiego in fertirrigazione o per l’applicazione fogliare, es. idrolizzati proteici, concimi minerali complessi, concimi organo-minerali complessi, ecc.<br />
<strong>AMMENDANTI ORGANICI NATURALI</strong><br />
1° gruppo: prodotti in pellett o in polvere da utilizzare per apporto di sostanza organica e sostanze umiche, ossia acidi umici e fulvici (letame).<br />
2° gruppo: prodotti a base di sostanze umiche in forma liquida, es. estratti umici, umati solubili, ecc.</p>
<p>Tutte le info (fonti varie).</p>
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		<title>IRRIGAZIONE Viticoltura</title>
		<link>https://www.agristella.com/irrigazione-viticoltura/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Nov 2018 08:58:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[@admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutto sulla VITE]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>In Europa la viticoltura è tradizionalmente asciutta e nel pensiero comune l’irrigazione del vigneto è spesso associata ad una bassa qualità del vino e considerata una forzatura per aumentare la produzione, come effettivamente avviene in qualche caso. L’atteggiamento negativo verso questa tecnica agronomica, o meglio la presunta contraddizione tra irrigazione e qualità, era dovuta, in passato, &#8230; <a href="https://www.agristella.com/irrigazione-viticoltura/" class="more-link">Continue reading <span class="screen-reader-text">IRRIGAZIONE Viticoltura</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="five columns alpha centered blackhorizontal"></div>
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<p class="twelve columns alpha"><strong>In Europa la viticoltura è tradizionalmente asciutta</strong> e nel pensiero comune l’irrigazione del vigneto è spesso associata ad una bassa qualità del vino e considerata una forzatura per aumentare la produzione, come effettivamente avviene in qualche caso.<br />
L’atteggiamento negativo verso questa tecnica agronomica, o meglio la presunta contraddizione tra irrigazione e qualità, era dovuta, in passato, alla scarsa evoluzione della pratica irrigua che veniva effettuata per scorrimento o sommersione con l’utilizzo di grandi volumi d’acqua e finalizzata ad un sostanziale aumento quantitativo del raccolto.</p>
<p>Queste tecniche sono state sostituite da impianti di irrigazione a goccia, anche in subirrigazione, e a spruzzo.<br />
Per ottenere un vino di qualità, l’acqua va somministrata con molta cautela e moderazione e solo quando serve.<br />
Non bisogna eliminare del tutto lo stress idrico estivo della vite ma limitarlo ad un livello ottimale perché sono ben noti gli effetti negativi dovuti a un’eccessiva disponibilità d’acqua per il vigneto ma sono altrettanto noti gli effetti negativi dovuti a uno stress idrico eccessivo (es. annata 2003); non solo sulla produzione ma anche sulla maturazione e quindi sulla qualità dell’uva.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-5866" src="https://www.agristella.com/wp-content/uploads/2018/11/irrigazione-vigneti-tecniche-per-un-buon-vino.jpg" alt="" width="600" height="402" /></p>
<p><strong>I migliori vitigni europei</strong> si trovano in territori in cui, oltre ad altre caratteristiche pedoclimatiche, si verifica naturalmente un deficit idrico moderato dalla chiusura del grappolo in poi, grazie a un buon drenaggio del suolo e a una modesta piovosità estiva, o di una combinazione tra i due fattori.</p>
<p>Info (fonte agricoltura24.com).</p>
</section>
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		<title>CONTROLLO PARASSITI</title>
		<link>https://www.agristella.com/controllo-parassiti/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Nov 2017 09:30:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[@admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutto sulla VITE]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>AVVERSITA’ DELLA VITE Tutte le maggiori avversita’ che possono attaccare e nuocere alla vostra vite e il vostro vigneto (fonte wikipedia.org). Insetti Coleotteri: Altica – gli adulti e le larve di Altica lythri ssp. ampelophaga si nutrono delle foglie Anomala – il genere Anomala vitis provoca erosioni dei tessuti internervali delle foglie Bostrico – Sinoxylon &#8230; <a href="https://www.agristella.com/controllo-parassiti/" class="more-link">Continue reading <span class="screen-reader-text">CONTROLLO PARASSITI</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h3 class="blacktext bold midbottommargin center">AVVERSITA’ DELLA VITE</h3>
<div class="four columns alpha centered midtopmargin">
<p class="center meta">Tutte le maggiori avversita’ che possono attaccare e nuocere alla vostra vite e il vostro vigneto (fonte wikipedia.org).</p>
</div>
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<p class="twelve columns alpha"><strong>Insetti</strong><br />
Coleotteri: Altica – gli adulti e le larve di Altica lythri ssp. ampelophaga si nutrono delle foglie Anomala – il genere Anomala vitis provoca erosioni dei tessuti internervali delle foglie Bostrico – Sinoxylon perforans: a primavera gli adulti forano le gemme per cibarsene. Le femmine scavano gallerie anellari per la riproduzione; le larve invece ne fanno di parallele all’asse del tralcio; gli adulti ancora ne fanno per nutrirsi. Infine ricavano anche cunicoli in cui svernare. Bostrico della vite – le larve e gli adulti di Sinoxylon sex-dentatum scavano gallerie dirette in tutti i sensi interessando l’intero spessore dei rametti che possono facilmente spezzarsi. Gramignuolo – le larve di Cebrio gigas si nutrono dell’apparto radicale distruggendolo in breve tempo Oziorrinco – gli adulti di Otiorhynchus sulcatus erodono i germogli, le foglie e le radici; le larve si nutrono delle radici Rizotropo – le larve di Amphimallon solstitialis erodono le radici Scarabeo – le larve di Phyllognathus silenus si nutrono dell’apparato radicale delle piantine da poco messe a dimora Scrivano – gli adulti di Bromius obscurus si nutrono delle foglie provocando erosioni irregolari e tortuose; attaccano anche gemme e germogli provocandone il disseccamento; le larve si nutrono delle giovani radici Sigaraio – le femmine di Byctiscus betulae formano con le foglie arrotolate dei nidi a forma di ‘sigaro’, in cui depongono le uova, le larve si nutrono dei tessuti fogliari che formano la parte interna del nido Ditteri: Cecidomia – le larve di Dichelomyia oenophila causano galle fogliari di colore rosso, di aspetto convesso su entrambe le pagine fogliari, con il lato inferiore peloso e forato, un’attenta osservazione delle galle evita di confonderle con quelle di Fillossera Rincoti: Vari Cercopoidei risultano vettori della Xylella fastidiosa che causa la malattia di Pierce. Cicadella bufalo – il rincote Stictocephala bisonia causa danni alla vite grazie alle sue punture di nutrizione che provocano defermazioni, accartocciamenti e ingiallimenti su tralci, foglie, piccioli e rachide del grappolo. L’attacco può essere problematico sulle giovani piantine dei vivai. Cicalina – gli adulti di Empoasca vitis con le loro punture causano l’arresto della maturazione dell’uva e una scarsa lignificazione dei tralci. Cicalina gialla della vite Zygina rhamni: specie meno mobile e dannosa rispetto all’ Empoasca vitis. Agisce intorno alla metà di maggio; compie 2-3 generazioni annue. Si nutre di cellule del parenchima fogliare, pertanto l’area colpita scolorisce: ciò determina una minore superficie per la fotosintesi e di conseguenza una maturazione più stentata. Cicalina del Legno nero lo Hyalesthes obsoletus è vettore del citato fitoplasma; lo Scaphoideus titanus invece è il vettore della flavescenza dorata, altra patologia provocata da fitoplasma. Cocciniglia bianca – adulti e neanidi di Diaspis pentagona si sviluppano sulle parti epigee della pianta nutrendosi della linfa, formano sui tralci legnosi dense croste di follicoli pluristratificati Cocciniglia cotonosa – adulti e larve di Planococcus citri colpiscono tutti gli organi erbacei e legnosi, causando anche danni indiretti sui grappoli, in quanto gli escrementi favoriscono lo sviluppo di fumaggine Cocciniglia farinosa della vite Planococcus ficus: gli esemplari di questa specie tendono a concentrasi in gruppi numerosi. Heliococcus bohemicus: morfologicamente somiglia al Planococcus ficus, ma se ne differenzia in quanto, diversamente dall’altro, si disperde sulla vegetazione circostante. Cocciniglia gobbo-striata Parthenolecanium corni: infesta tralci rachide dei grappoli e pagina inferiore delle foglie. Di solito compie una generazione, talvolta due. Cocciniglia nera – adulti e neanidi di Targionia vitis invadono il tronco e i tralci ricoprendoli quasi totalmente e insinuandosi nelle screpolature della corteccia Cocciniglia a virgola – adulti e neanidi di Mytilococcus ulmi attaccano i giovani tralci e le foglie. Deformazioni prodotte sulle radici della vite?????? da Daktulosphaira vitifoliae Fillossera o Viteus vitifoliae- le femmine di Daktulosphaira vitifoliae nate in primavera da un uovo ibernante, provocano sulle foglie una galla che sporge nella pagina inferiore in cui depone le uova, da cui nascono le neogallecole-gallecole che invadono la parte epigea della pianta provocando la formazione di numerose galle, in cui depongono a loro volta le uova, da cui nascono soprattutto a fine estate nuovi individui chiamati neogallecole-radicicole che si calano nel terreno invadendo le giovani radici provocandovi numerose nodosità, in prossimità dell’autunno le forme radicali depongono delle uova che danno origine alle sessupare alate che sciamano e sono in grado di deporre uova da cui nascono individui maschi o femmine che accoppiandosi danno vita all’uovo che iberna, da cui in primavera nascerà la femmina fondatrice. Questo ciclo è completo solo sui vitigni americani mentre sulla vite europea manca la fase epigea e si sviluppano solo le forme radicicole che ibernano sulle radici. Metcalfa – La Metcalfa pruinosa è un insetto polifago in grado di colonizzare svariate specie. Su vite attacca la pagina inferiore delle foglie, i tralci, i germogli e i grappoli, ricoprendoli con una secrezione zuccherina sulla quale si sviluppano fumaggini che ostacolano la fotosintesi e danneggiano lo sviluppo e la produzione della pianta. Pulvinaria – le larve di Pulvinaria vitis L., invadono foglie e giovani rametti, mentre gli adulti invadono i tralci più grossi Lepidotteri: Tignola della vite Eupoecilia ambiguella Eulia – le larve di prima generazione di Argyrotaenia pulchellana danneggiano i fiori, mentre quelle di seconda generazione gli acini, provocando oltre al danno indiretto anche un maggior rischio di attacchi di Botrite Minatrice – le larve giallicce di Holocacista rivillei vivono nel parenchima fogliare scavando gallerie sempre più grandi fino a formare una grande camera, dove si incrisalida Rodilegno rosso – le larve di colore rosso-vinoso di Cossus cossus provocano num?erose gallerie sotto la corteccia che finiscono per congiungersi formando ampie camere che raggiungono il cilindro centrale Tignole – le larve di Polychrosis botrana e Eupoecilia ambiguella colpiscono il grappolo in tutte le fasi di maturazione, provocando il disseccamento dei fiori e erodendo gli acini, distruggendo i grappoli. Tignoletta dell’uva/della vite Lobesia botrana Tortrice – le verdi larve di Sparganothis pilleriana si nutrono delle foglie, delle gemme, dei fiori e dei germogli, avvolgendoli con fili sericei Zigena – Gli attacchi di Theresimima ampelophaga sono saltuari ma possono causare perdite di produzione del 30%. Le larve, attaccano le gemme in schiusura, i germogli e le foglie. Vari nottuidi tra cui spiccano: Bombice dispari – le larve di Lymantria dispar si nutrono del lembo fogliare. Noctua fimbriata e Noctua pronuba: Pur essendo specie distinte agiscono e causano danni simili. Attive con la ripresa vegetativa. Le larve al dì stanno sui ceppi del tronco per poi risalire nottetempo: si nutrono svuotando solitamente le gemme, ma a volte anche germogli e grappolini in formazione. Tisanotteri Tripide della vite: – il tripide Drepanothrips reuteri attacca la vegetazione giovane, poco dopo l’apertura delle gemme, causando ritardi nel germogliamento della vite. È possibile notare striature e tacche necrotiche lungo le nervature e alla base dei germogli.<br />
<strong>Acari</strong><br />
Eriofide dell’erinosi – l’attacco di Eriophyes (=Colomerus) vitis provoca sulle foglie bollosità sporgenti sulla pagina superiore a cui corrisponde una fitta peluria sulla pagina inferiore, dove si nasconde l’acaro; l’attacco ai grappoli causa la caduta degli acini Eriofide dell’acariosi – l’acaro eriofide Calepitrimerus (=Phillocoptes) vitis causa deformazioni, accorciamento degli internodi e decolorazione delle foglie in estate. Dalla fine di luglio le foglie assumono una colorazione rugginosa o bruna-nerastra Ragnetto giallo – l’attacco di Eotetranychus carpini f. vitis provoca la morte dei coni gemmari, la frastagliatura delle foglie, l’accorciamento degli internodi, l’ingiallimento e arrossamento internervale e seccume delle foglie Ragnetto rosso dei fruttiferi – Le viti copite da Panonychus ulmi nelle prime fasi vegetative, presentano germogli privi delle foglie basali, deformazioni della lamina fogliare, areee necrotiche sugli intenodi. In estate le foglie colpite sono dapprima plumbee, poi giallastre o rossastre.<br />
<strong>Nematodi</strong><br />
Anguillula radicicola – l’attacco di Meloidogyne sp., causa numerosi ingrossamenti sul fittone e le radici secondarie, dalle galle originarie, che vanno da dimensioni di pochi mm a circa 1 cm, il parassita si diffonde internamente attraverso i vasi, o attraverso il terreno infettando altre piante.<br />
<strong>Funghi</strong><br />
Botrytis cinerea su grappolo di uva riesling Plasmopara viticola su foglia di vite Antracnosi – l’attacco di Gloeosporium ampelophagum o (Sphaceloma ampelinum) colpisce le foglie determinando piccole aree secche isolato o confluenti bordate di nero-violaceo; i tralci colpiti presentano tacche circolari depresse, di colore brunastro e consistenza cuoiosa; gli acini infettati si spaccano facilmente favorendo la proliferazione di ‘muffa grigia’ Eutipiosi – le piante attaccate da Eutypa lata presentano germogli deboli, internodi corti, fogli piccole, deformi, clorotiche, con necrosi ai margini. L’infezione peggiora di anno in anno fino a causare la morte della pianta dopo 3-4 anni. Escoriosi – i giovani tralci colpiti da Phomopsis viticola, presentano lesioni e fessurazioni, anche profonde; altro sintomo caratteristico è l’imbianchimento in corrispondenza delle zone colpite. Tali sintomi si manifestano soprattutto d’inverno Mal dell’esca – l’attacco di Stereum hirsutum, Phellinus igniarius e altri agenti fungini causa la morte più o meno repentina dell’intera pianta, alterando i tessuti legnosi ad esclusione dello strato esterno Marciume acido – prende il nome dall’odore di aceto emanato dai grappoli colpiti. Questa malattia è provocata da un’azione congiunta di varie specie di lieviti, che attaccano gli acini, provocandone il disfacimento. Marciume nero – tutti gli organi erbacei della vite possono essere attaccati da Guignardia bidwellii, con presenza di tacche necrotiche su foglie, tralci, germogli e piccioli fogliari. Gli acini colpiti appassiscono ed imbruniscono, fino ad assumere un colore nero brillante Marciume radicale – si manifesta con indebolimento generale della pianta, appassimento delle foglie, crescita della vegetazione ridotta. È causato da Armillaria mellea e Rosellinia necatrix Muffa grigia – l’attacco di Botrytis cinerea è limitato al grappolo, ed è favorito dalle lesioni presenti sugli acini, che assumono una colorazione marrone ricoprendosi di una patina feltrosa di colore grigiastro Oidio – sulle foglie attaccate da Uncinula necator si possono osservare zone sfumate decolorate ricoperte da una efflorescenza biacastra, gli acini colpiti presentano lesioni reticolate nella buccia e nella polpa Peronospora – le foglie attaccate da Plasmopara viticola presentano in un primo momento delle macchie traslucide, dette macchie d’olio ricoperte sulla pagina inferiore da abbondante muffa di colore biancastro, successivamente disseccano; i giovani tralci erbacei colpiti assumono consistenza molliccia e successivamente la necrosi dei tessuti; i grappoli attaccati in qualunque fase della fioritura, disseccano in tutto o in parte Carie bianca della vite – causata dal fungo Pilidiella diplodiella, si sviluppa in seguito a grandinate e si manifesta con danni ai grappoli che si ricoprono di pustole biancastre. Gli acini così copliti cadono a terra.<br />
<strong>Batteri</strong><br />
Malattia di Pierce – causata dal batterio Xylella fastidiosa, spesso ospite di vari cercopoidei (Aphrophoridae, Clastopteridae, Cercopidae). Mal nero – causato da Xylophilus ampelinus, interessa tutti gli organi aerei. Dalla ripresa vegetativa si osservano disseccamenti di gemme e germogli; in estate i tralci dell’anno presentano lesioni cancerose mentre sulle foglie sono visibili maculature che evolvono poi in aree necrotiche Rogna – il fusto e i rami colpiti da Agrobacterium tumefaciens presentano ampi tumori che fuoriescono dal ritidoma, l’infezione è favorita da ferite occasionali (per agenti atmosferici) o provocate da interventi di potatura.<br />
<strong>Fitoplasmi</strong><br />
Flavescenza dorata e Legno nero sono fitoplasmosi che colpiscono la pianta con sintomi un po’ diversi ma effetti alquanto simili.<br />
<strong>Virus</strong><br />
Arricciamento – insieme di ceppi virali diversi, con attacchi contemporanei o sequenziali con specifica sintomatologia: Arricciamento vero e proprio – l’infezione provoca un aspetto cespuglioso delle piante, accorciamento degli internodi, che assumono un andamento a zig-zag con nodi spessi e biforcati; le foglie assumono un aspetto prezzemolato e asimettrico, con riduzione della superficie e presenza di cordoni endocellulari nel floema e nello xilema, i grappoli colpiti hanno una scarsa allegagione, acinellatura e irregolare maturazione degli acini Mosaico giallo – le foglie colpite presentano sul lembo e le piccole nervature, macchie variamente estese di colore giallino successivamente brunastro, con caduta anticipata, i grappoli colpiti rimangono piccoli e danno una produzione scarsa Scolorazione perinervale – si presenta con bande clorotiche ai lati delle nervature, i grappoli colpiti rimangono piccoli e danno una produzione scarsa, la diffusione del virus è favorita da materiale di moltiplicazione infetto e da nematodi del genere Xiphinema (Xiphinema americanum, Xiphinema index) Accartocciamento – le foglie colpite, manifestano d’estate, l’accartocciamento del bordo verso il basso e una consistenza pergamenacea, assumendo una colorazione rossastra o clorotica; le piante colpite ritardano la maturazione degli acini, con scarsa invaiatura delle uve rosse Suberosi corticale- provoca l’inspessimento e la spugnosità della corteccia, con fessurazioni longitudinali e irregolare lignificazione dei tralci Legno riccio – l’infezione provoca l’ispessimento della corteccia con scanalature superficiali del cilindro legnoso, dove si formano protuberanze costolute e crestiformi, le piante colpite hanno vegetazione stentata, e muoiono dopo poche stagioni.<br />
<strong>Colpo di sole</strong><br />
L’irradiazione solare eccessiva provoca la comparsa di macchie brunastre sugli acini, che presentano la buccia raggrinzita e con vistose spaccature.<br />
<strong>Danni da freddo</strong><br />
L’abbassamento drastico delle temperature provoca la necrosi delle gemme, il rammollimento dei germogli e necrosi parziale o totale dei tralci.</p>
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		<title>FORME ALLEVAMENTO VITE</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Nov 2017 09:37:29 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Tutto sulla VITE]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>FORME DI ALLEVAMENTO Le forme di allevamento della vite sono degli schemi adottati per modificare la crescita della pianta attraverso opportune tecniche colturali ed adattarla agli scopi per cui è coltivata. (fonte wikipedia.org). TIPOLOGIE: Guyot semplice Dopo la fruttificazione di settembre-ottobre si attende la completa caduta delle foglie quindi, a metà inverno, si comincia ad effettuare &#8230; <a href="https://www.agristella.com/forme-allevamento-vite/" class="more-link">Continue reading <span class="screen-reader-text">FORME ALLEVAMENTO VITE</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h3 class="blacktext bold midbottommargin center">FORME DI ALLEVAMENTO</h3>
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<p class="center meta">Le forme di allevamento della vite sono degli schemi adottati per modificare la crescita della pianta attraverso opportune tecniche colturali ed adattarla agli scopi per cui è coltivata. (fonte wikipedia.org).</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-5891" src="https://www.agristella.com/wp-content/uploads/2018/11/vigneti-allevamento-vite.jpg" alt="" width="640" height="440" /></p>
<h5 class="blacktext extrabold midbottommargin">TIPOLOGIE:</h5>
<p class="three columns alpha"><strong>Guyot semplice</strong> Dopo la fruttificazione di settembre-ottobre si attende la completa caduta delle foglie quindi, a metà inverno, si comincia ad effettuare la potatura che può essere distinta in tre fasi che per convenzione prendono il nome di: passato : ciò che è stato lasciato nell’anno passato sulla pianta. presente : l’insieme di vegetazione sulla quale si dovrà effettuare la potatura. futuro : ovvero quello che, nelle attuali condizioni, si intende lasciare per l’anno a venire. In questo metodo di allevamento si tende ad eliminare tutta la vegetazione ad eccezione di un tralcio vecchio di un anno (capo a frutto) e un piccolo sperone, ovvero una porzione di tralcio di dimensioni ridotte, portante due o tre gemme. Il Guyot, come tutti i sistemi di potatura mista, si presta per i vitigni altamente produttivi che fruttificano principalmente sui tralci emessi dalle gemme intermedie del capo a frutto: in questi vitigni la potatura corta (“a sperone”) non garantirebbe un’adeguata produzione a causa della scarsa produttività delle gemme basali. Il numero di gemme di cui si compone il capo a frutto del Guyot varia secondo le condizioni ambientali (fertilità del terreno e disponibilità irrigua) e le potenzialità produttive del vitigno.</p>
<p class="three columns"><strong>Doppio Guyot: </strong>Il doppio Guyot è una forma di allevamento della vite che si differenzia dal più usato Guyot semplice per la presenza di due tralci a frutto anziché uno solo: dopo la defoliazione completa si lasceranno due capi per il nuovo raccolto e uno sperone.</p>
<p><strong>Cordone speronato</strong> In questa forma di allevamento, qualche mese dopo l’inizio del riposo invernale si esegue la potatura lasciando uno o due branche che resteranno sulla pianta per almeno quattro o cinque anni. Su di essi si lasceranno quattro speroni equidistanziati fra loro. La potatura degli anni a venire consisterà nel rinnovare lo sperone anno per anno. Questo sistema di allevamento è adatto ai vitigni che fruttificano sui tralci emessi dalle gemme basali, che richiedono una potatura corta.</p>
<p class="three columns"><strong>Tendone</strong>: Il sistema di allevamento a tendone è utilizzato per la produzione dell’uva da tavola. È un sistema espanso utilizzato nell’Italia meridionale, maggiormente in Puglia e Sicilia, adatto a climi caldo aridi e a forte insolazione, dove i rischi di marciumi sono ridotti. Questa forma di allevamento permette di avere una distinzione tra vegetazione e produzione che in questi casi è molto elevata; le rese possono arrivare facilmente a 1000 quintali ad ettaro. Il sesto di impianto non è inferiore a 2,50×2,50m (con una densità di 1600 piante ad ettaro), ma non si escludono sesti più ampi, ad esempio 3×3 m (1111 ceppi ad ettaro) e un’altezza di 2-2,20 m. La maggior parte dei tendoni sono dotati di impianti di irrigazione a goccia. Per consentire la meccanizzazione si è pensato di allontanare la zona di produzione dal tronco e dirigerla secondo due direzioni parallele, orientando i quattro capi a frutto in senso opposto; in tal modo si alternano filari ed interfilari a somiglianza delle pergole.</p>
<p><strong>Alberello:</strong> L’alberello è un sistema di allevamento diffuso nell’Italia meridionale e insulare e largamente diffuso anche in altre regioni a clima caldo-arido o a clima freddo. È concepito per sviluppare una vegetazione di taglia ridotta allo scopo di adattare la produttività del vigneto alle condizioni sfavorevoli dei suoli poveri e siccitosi o alle basse temperature. In generale, la pianta è impalcata ad una altezza variabile da venti a cento centimetri e terminante con un sistema di tre o quattro branche brevi, portanti speroni tagliati a uno o tre gemme e, talvolta, capi a frutto. Questo sistema di allevamento non necessita di impalcatura di sostegno oppure si presta per l’impiego di tutori semplici e individuali.</p>
<p class="three columns"><strong>Pergola </strong><br />
<strong>Pergola semplice</strong>: È un sistema espanso, con vegetazione che si estende su un piano obliquo inclinato rispetto all’orizzontale, adatto per l’allevamento della vite in zone collinari delle regioni settentrionali. Esistono diverse varianti.<br />
<strong>Pergola doppia</strong>: Questa forma di allevamento è molto diffusa nelle regioni settentrionali come il Trentino. Si presenta con due ali produttive, inclinate di 120-130°, atte a formare due tetti. La potatura non si diversifica dalla precedente.</p>
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		<title>COLTIVAZIONE DELLA VITE</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Nov 2017 09:19:24 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Tutto sulla VITE]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>I VITIGNI NAZIONALI La coltivazione della vite in Italia ha origini molto antiche. Già nelle opere letterarie di Plinio e Marziale sono riportati dei riferimenti a dei particolari vitigni coltivati nell’antichità. Alcuni vitigni, grazie alla fama acquisita mediante il commercio dei loro pregiati vini furono impiantati nel corso dei secoli in regioni anche molto diverse &#8230; <a href="https://www.agristella.com/coltivazione-della-vite/" class="more-link">Continue reading <span class="screen-reader-text">COLTIVAZIONE DELLA VITE</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h3 class="blacktext bold midbottommargin center">I VITIGNI NAZIONALI</h3>
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<section class="row bigpadding">
<h5 class="blacktext extrabold midbottommargin"><img class="alignnone size-large wp-image-5884" src="https://www.agristella.com/wp-content/uploads/2018/11/vitigni-italiani-chianti-1024x640.jpg" alt="" width="660" height="413" /></h5>
<p class="twelve columns alpha"><strong>La coltivazione della vite in Italia</strong><br />
ha origini molto antiche. Già nelle opere letterarie di Plinio e Marziale sono riportati dei riferimenti a dei particolari vitigni coltivati nell’antichità.<br />
Alcuni vitigni, grazie alla fama acquisita mediante il commercio dei loro pregiati vini furono impiantati nel corso dei secoli in regioni anche molto diverse da quella d’origine, soppiantando i vitigni locali. Al tempo stesso, in epoche storiche più buie, dopo i danni causati da guerre o epidemie alcuni vitigni di maggior produttività e minor qualità presero il posto di vitigni pregiati. Per tale ragione nel corso dei secoli parecchi studiosi si dedicarono allo studio delle caratteristiche morfologiche dei vari vitigni per consentire il riconoscimento dei vitigni più pregiati e tentare un lavoro di catalogazione delle uve note al fine di evidenziare le analogie fra piante coltivate in regioni differenti e identificare eventuali sinonimi.</p>
<p>Si dividono in:<br />
<strong>Vitigni Nazionali</strong><br />
: – I Greci – I Lambruschi – Le Malvasie – I Moscati – Le Schiave – I Trebbiani – Le Vernacce.</p>
<p>Tutte le info sui vigneti regionali e nazionali (fonte italyeno.com/vitigni/nazionali).</p>
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