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A CAUSA DEL RISCALDAMENTO GLOBALE E DELLA CONSEGUENTE SICCITÀ LE VIGNE POTREBBERO PRODURRE DI MENO: ECCO COME L’INNOVAZIONE IN VITICOLTURA LE PUÒ SOSTENERE.

L’agricoltura 4.0 sta spingendo in alto l’asticella della tecnologia associata alle colture. Diventa fondamentale ricorrere a questo tipo di soluzioni per via dei lunghi e ricorrenti periodi di siccità che si stanno verificando negli ultimi anni.  Grazie alla tecnologia è possibile intervenire sulle coltivazioni anche quando la temperatura esterna non lo permette all’uomo. Inoltre, i nuovi strumenti utilizzati in agricoltura offrono funzioni molto utili e interessanti, in primis la raccolta di dati sulle piante attraverso appositi sensori e l’elaborazione di tali informazioni con lo scopo di programmare degli interventi mirati. Come per gli altri settori agricoli, l’innovazione in viticoltura sta prendendo piede anche in Europa, finora rimasta un po’ indietro.

Lo stato avanzato della tecnologia oltreoceano

Abbiamo parlato spesso di agtech, cioè di tecnologia associata all’agricoltura. Quasi sempre tali brillanti idee arrivano da oltreoceano come nel caso di Pulsepod o Vinobot. L’agricoltura di precisione è particolarmente utilizzata e sviluppata negli Stati Uniti, dove, in seno alle principali università del paese, è grande il lavoro di ricerca legato a tali tecnologie. E così, nei vigneti californiani si fa ampio ricorso a droni e macchine automatizzate che si muovono fra i filari, controllando lo stato di salute delle piante.

Vinbot: nasce in Europa un’interessante innovazione in viticoltura

Sopra i vigneti europei, a parte qualche rara eccezione, è difficile vedere volare droni dotati di fotocamere e sensori. Così come macchine all’avanguardia fra i filari. Ma a causa del riscaldamento globale e dei prolungati periodi di siccità che si stanno verificando, la situazione potrebbe cambiare e ricorrere alla tecnologia potrebbe rappresentare l’unico modo per competere negli scenari internazionali. Infatti, nel comune portoghese di Tomar, zona rinomata per i propri vini, gli scienziati dell’Università di Lisbona stanno testando un nuovo robot, progettato per incrementare la produttività delle aziende vinicole, chiamato Vinbot.

Come funziona Vinbot?

Il robot di cui parliamo oggi è, in buona sostanza, una struttura su 4 ruote con un piccolo notebook integrato all’interno ed un’asta con una videocamera per controllare lo stato delle piante. Vinobot può muoversi fra i filari in autonomia, grazie al modulo gps di cui è dotato oppure essere radiocomandato. Grazie alle grandi ruote dentate può affrontare qualsiasi tipo di percorso, anche con pendenze fino a 45 gradi, particolarmente diffuse nei vigneti. La videocamera di Vinbot ha lo scopo di scattare foto alle piante, alle foglie e ai grappoli. Sulla base del loro stato di salute, il robot può effettuare delle previsioni sul raccolto futuro. Le immagini catturate da Vinobot vengono poi inviate ad un server cloud e scaricate. A questo punto, i dati raccolti vengono processati ed elaborati attraverso un apposito algoritmo per sviluppare mappe che mostrino le differenze fra aree più o meno produttive.

I test sul campo e i benefici per i viticoltori

Gli scienziati hanno messo appunto questa innovazione in viticoltura lavorando fianco a fianco con le aziende vinicole, fra cui la cantina del famoso enologo Pedro Sereno in Portogallo. Il lavoro svolto insieme ha dimostrato che le previsioni di Vinobot sono molto attendibili dato che il margine di errore è contenuto fra il 10 ed il 15%. Lo stesso Pedro Sereno ha riconosciuto l’utilità di una macchina del genere parlandone così: “Le nostre vigne sono molto eterogenee. Sono piene di saliscendi, con zone poste a diverse altitudini e la cui produttività cambia in base a questo fattore. Le informazioni offerte dal robot mi permettono di identificare questi diversi terreni e progettare di conseguenza degli interventi appositamente pensati su di essi“.

Articolo tratto da: http://www.green.it/innovazione-in-viticoltura/

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